L’opera collaborativa Mensae Terrae è stata realizzata per il Matres Festival Internazionale di Ceramica Femminile, che, per l’edizione 2026, è stato dedicato al tema CIBUM – Nutrire l’Arte, Nutrire la Terra, un percorso che indaga il legame profondo tra cibo, memoria, cura, comunità, identità e sostenibilità.
Significato simbolico dell’Opera
Mensae Terrae è un’installazione collettiva che celebra la tavola, la terra e la comunità delle ceramiste. Ceramica, gesti antichi e materiali contemporanei si intrecciano per raccontare il nutrimento del corpo, della memoria, della femminilità e dell’arte ceramica.
La tavola è uno dei simboli più profondi della cultura mediterranea: uno spazio di relazione in cui il nutrimento fisico diventa gesto affettivo e comunitario.
In Mensae Terrae, la tavola rappresenta:
- un ventre che accoglie;
- un abbraccio che unisce;
- un luogo di relazione e condivisione;
- uno spazio in cui la creatività femminile costruisce legami, nutrimento e bellezza.
La tovaglia – realizzata in ceramica – diventa simbolo di una femminilità concreta e poetica: una superficie che accoglie, sostiene e trasforma, ma anche fragile.
Al centro dell’installazione è collocato un grande piatto conviviale, emblema del condividere. Il suo segno circolare e la tecnica del neriage (argille miste) richiamano il gesto primordiale del nutrire: contenere, proteggere, offrire e condividere senza distinzione.
Sulla tovaglia è incisa la frase: “Dalla terra condivisa nasce la pace.”
Storia, Sviluppo e Itinerario dell’Opera
L’opera Mensae Terrae è stata avviata il 5 dicembre 2025 a Cutrofiano (LE), città di antica tradizione ceramica, in collaborazione con l’Associazione 34° Fuso e l’azienda ceramica Fratelli Colì.
La prima fase ha coinvolto ceramiste del Salento e di Grottaglie, dando vita a una prima configurazione dell’opera collaborativa, centrata sulla realizzazione di un grande “Ciotola Madre” (diametro circa 40–50 cm), creata collettivamente, insieme a manufatti di stoviglieria e forme ispirate al cibo tipico pugliese.
Mensae Terrae intraprenderà un itinerario simbolico e geografico che attraverserà territori, comunità e culture ceramiche, crescendo tappa dopo tappa come corpo vivo e condiviso:
- Cutrofiano (LE) – luogo di nascita dell’opera e radice del progetto;
- Festival di Cutrofiano – presentazione pubblica della prima configurazione (agosto 2026);
- Matres Festival Internazionale di Ceramica Femminile – Cava de’ Tirreni / Vietri sul Mare;
- Faenza – Argillà – città simbolo della ceramica internazionale;
- Nove – Festa della Ceramica di Nove e Portoni Aperti – 29^ edizione
- Museo di Villa Lattes, Treviso – tappa conclusiva e approdo finale dell’opera.
Il viaggio, da Sud a Nord, diventa metafora di un percorso di nutrimento culturale e umano: dalla terra madre alle comunità contemporanee, dalla tradizione alla visione futura.
Organizzatori: Elena Agosti e Anna Rita Fasano curatrici all’APS Pandora artiste ceramiste – ETS di Cava de’ Tirreni (SA); in collaborazione con il Comune di Cutrofiano (LE), Matres Festival – Comuni di Cava de’ Tirreni / Vietri sul Mare; Comune di Faenza – Argillà 2026, Museo Civico di Villa Lattes di Istrana (TV).











